C O S T U M E
Domenica 12ottobre2025 gli #Storici99Noi!
Occhiello:
La trasmissione più longeva della Rai compie 72 anni. Dalle valvole del bianco e nero alle dirette in HD: storia di un’Italia che si è guardata vivere attraverso lo sport.
C’è una domenica che non tramonta mai: quella della Domenica Sportiva.
Settantadue anni fa, nel 1953, quando la televisione era ancora un miracolo a valvole e un lusso per pochi, nasceva la trasmissione più longeva della Rai. Simbolo di un’Italia che cominciava a specchiarsi in un piccolo schermo ancora in bianco e nero, ma già capace di far battere insieme milioni di cuori
“72 anni di Domenica Sportiva – Auguri alla mia TV del 1954”
Nel 1954, l’anno in cui anche la mia TV entrò in casa — un mobile lucido con l’occhio magico e un odore di valvole calde — “La Domenica Sportiva” era già lì. Un rito laico che riuniva famiglie intere intorno a un tavolo: la radio si spegneva, il silenzio calava, e il bianco e nero diventava voce collettiva.
Da allora, 72 anni di sport e d’Italia sono passati attraverso quello schermo: le biciclette di Coppi e Bartali, le magie di Rivera e Riva, le lacrime di Bearzot e gli azzurri del Bernabeu ’82. Ogni epoca ha avuto la sua sigla, la sua grafica, il suo conduttore, ma lo stesso battito: il racconto di un popolo che, per novanta minuti, si riconosceva in una passione comune.
Oggi, la Domenica Sportiva non è più soltanto un programma: è un archivio vivente della nostra memoria televisiva. È la voce roca di Carosio, le moviole in bianco e nero, i taccuini di Beppe Viola, le cronache notturne di Galeazzi, il sorriso elegante di Sandro Ciotti, e quella capacità tutta italiana di trasformare lo sport in racconto umano, sociale, perfino poetico.
E così, nel 2025, guardando quella stessa TV — che forse non è più a valvole ma a schermo piatto — ci accorgiamo che la Domenica Sportiva ha raccontato tre generazioni di italiani. Non è solo sport, ma costume: lo specchio di come siamo cambiati, come abbiamo gioito, e anche come abbiamo imparato a raccontarci.
Auguri allora alla mia vecchia TV del 1954, e a quella trasmissione che, come certe amicizie di gioventù, non invecchia: si trasforma in storia.
LA DOMENICA SPORTIVA – 72 ANNI DI UN RITO ITALIANO
Auguri alla mia TV del 1954
di Ciro Scognamiglio – per “Lontani la Traversata Blog”
S T O R I A – raccontata da STORICI
Da allora, 72 anni di sport e d’Italia sono passati attraverso quello schermo.
Le biciclette di Coppi e Bartali, le magie di Rivera e Riva, le lacrime di Bearzot e gli azzurri del Bernabeu ’82. Ogni epoca ha avuto la sua sigla, la sua grafica, il suo conduttore. Ma lo stesso battito: il racconto di un popolo che, per novanta minuti, si riconosceva in una passione comune.
Oggi, la Domenica Sportiva non è più soltanto un programma: è un archivio vivente della nostra memoria televisiva.
È la voce roca di Carosio, le moviole in bianco e nero, i taccuini di Beppe Viola, le cronache notturne di Galeazzi, il sorriso elegante di Sandro Ciotti. È la capacità tutta italiana di trasformare lo sport in racconto umano, sociale, poetico.
In un Paese che cambia faccia ma non cuore, la Domenica Sportiva resta lì: tra un rigore e una stretta di mano, tra il commento acceso e la malinconia di un gol in bianco e nero.
E allora, nel 2025, guardando quella stessa TV — che forse non è più a valvole ma a schermo piatto — ci accorgiamo che la Domenica Sportiva ha raccontato tre generazioni di italiani.
Non è solo sport, ma costume, memoria, appartenenza: lo specchio di come siamo cambiati, come abbiamo gioito, come abbiamo imparato a raccontarci.
Auguri, dunque, alla mia #vecchia TV del 1954.
#Fuoritempo: E a quella trasmissione che, come certe amicizie di gioventù, non invecchia: si trasforma in storia.

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