Alla Finestra del mio Decumano – Palazzo Reale, Fiera del Libro Regionale Campania
Oggi, tra gli stand e le voci della Fiera, ho avuto il privilegio di essere — lasciatemelo credere! — il modello del fotografo di corte, Guglielmo Verrienti.
Non reprimetemi, dunque, nell’illusione che si possa essere belli anche da vecchi… perché ogni ruga è un negativo sviluppato dal tempo, e ogni sguardo un piccolo atto di resistenza alla dissolvenza.
Incipit.
Vista la sua laurea in Arredamento, Interno Architettonico e Design alla Federico II, con una tesi sull’architettura nella storia della fotografia, posso dire — con un filo di malizia e un grano di verità — che forse anch’io, inconsapevolmente, sono stato uno dei suoi soggetti di studio.
Dopotutto, mica si può parlare di Storia e dimenticarsi di ’o profussor ro Decumano, questo scrivente errante che di muri, finestre e visioni ha fatto un mestiere dell’anima.
Guglielmo Verrienti, fotografo napoletano, nel 2012 si avvicina al reportage seguendo il corso di fotogiornalismo di Luciano Ferrara e Mario Laporta.
Nel 2013 espone il suo primo lavoro sui campi rom di Scampia, dopo il ciclo di seminari tenuti da Mario Spada all’ex Asilo Filangieri.
Nel 2016 presenta il suo reportage nel complesso monumentale di Santa Sofia a Salerno per la rassegna Officina Reporter, e nel 2017 il suo lavoro su Bagnoli viene selezionato tra i dieci migliori al concorso Portfolio in Mostra di Officine Fotografiche Roma.
Fotografo sensibile ai luoghi e alle persone, Verrienti è tra i membri del collettivo NaDir – Napoli Direzione Opposta, collaboratore del Campania Teatro Festival, del Teatro Elicantropo, e docente in progetti europei come Garanzia Giovani.
Negli ultimi anni ha portato la sua lente nella fotografia d’architettura per strutture alberghiere, esercizi commerciali e studi di design, con pubblicazioni su riviste come AD Italia.
Oggi, al Palazzo Reale di Napoli, la sua luce ha attraversato anche me — un passante del Decumano, un cronista del tempo e della memoria.
E allora sì, lasciatemelo dire: Verrienti fotografa gli spazi, ma salva gli esseri.
E in quell’attimo in cui mi ha guardato — tra il suo obiettivo e la mia finestra — ho capito che ogni ritratto è un modo per restare, nonostante tutto, presenti al mondo.
CIROSCO99 – Alla Finestra del Mio Decumano
(per “Fotografia Vagabonda” – Fiera del Libro Regionale Campania 2025)




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