Rassegna Stampa e la convergenza del nostro pensare – ove ci riuscissimo!

Napoli Decumano Minore Pianura #Recanati del Sud

Si sono risvegliate le coscienze della #pace.

Il grido di Gaza non è rimasto chiuso dentro i muri delle macerie. La carneficina ha acceso la ribalta di un’umanità che si era fatta sorda. Oggi, dai giornali internazionali alle piazze, dalle aule universitarie ai luoghi di culto, emerge una stessa domanda: come fermare la spirale dell’odio?

Il multiculturalismo, spesso trattato come etichetta vuota o conflitto di identità, in questa crisi si sta rivelando terreno di incontro. Non più solo differenze che si guardano da lontano, ma coscienze che si intrecciano. Musulmani, ebrei, cristiani, laici e credenti, donne e uomini di ogni origine si scoprono parte di un’unica invocazione: basta massacri, basta vendette.

Le cronache riportano cortei di studenti e manifesti di artisti, dichiarazioni di intellettuali e prese di posizione religiose. La pace, che sembrava parola logora, oggi viene riafferrata come esigenza vitale. Non si tratta di utopia, ma di resistenza morale: se nessuno ascolta i corpi che cadono, almeno il mondo civile deve ricordare che il sangue innocente è di tutti.

Il risveglio delle coscienze è fragile, ma reale. Non è ancora politica, ma è già memoria e responsabilità. È la voce che rimbalza tra le righe dei quotidiani: o si sceglie la convivenza, o si accetta il disumano.

Oggi è corretto rileggere la storia.

Dopo il 7 ottobre e gli atti di antisemitismo che ancora si affacciano, non possiamo limitarci a erigere barricate ideologiche. Come uomini di fede, siamo chiamati a riflettere: la libertà non nasce dall’odio, ma dalla consapevolezza che l’uomo, pur diviso da idee e culture, resta un essere pensante, capace di discernere.

Non possiamo continuare a veicolare un odio che ha il sapore antico di una “sopravvivenza platonica”, come se fossimo ancora prigionieri nella caverna. Oggi siamo usciti alla luce, abbiamo imparato a distinguere il bene dal male e possiamo agire non più come aria che passa, ma come coscienze responsabili.

La sfida è non fermarsi alle categorie di destra o sinistra, ma rinnovarle. Oggi entrambe rischiano di smarrirsi dietro slogan, mentre la cultura appare ridotta a “woke” o a caricatura di se stessa. Tocca a noi cercare un pensiero nuovo, che tenga insieme memoria e futuro.

E nel frattempo ci lasciamo estasiati dal nostro fratello di mare, figlio di Napoli, un giovane orafo che porta nel suo mestiere tutta la dignità della storia. È lì che ritroviamo la speranza: in chi trasforma la materia in bellezza, in chi rende vivo ciò che sembrava solo polvere.

#Fuoritempo -Ciro Scognamiglio come coordinatore di uomini a pensare -me compreso – vi pare?

Lascia un commento