IL DECUMANO MINORE – Il vicolo del popolo e il libro del professore
Ci sono serate che restano incise nella memoria, non solo per la bellezza di ciò che si è detto, ma per la verità che si è osata pronunciare. Napoli, 25 #settembre 2025: mentre la città fuori celebrava la massa e la folla, nel cuore del centro storico, in un luogo di pietra e storia, si è accesa un’Agorà diversa, viva e pensante.
La musica di Ciro #Gentile e Gino D’#Ignazio, con le loro corde e fiati, ha creato l’atmosfera giusta. Ma a dare alla serata una profondità inaspettata è stata la relazione di #Mena#Sorrentino, che ha spezzato il cuore con una domanda: “Avete mai pensato se fossero stati i vostri figli i bambini di Gaza?” Da lì il suo grido contro una guerra impari, con un solo attaccante e un popolo martoriato per colpa di un pensiero di terroristi. Mena non ha avuto timore di usare la parola #Olocausto, restituendole valore di coscienza e memoria condivisa.
Lo scrittore ha allora chiesto un momento di #silenzio. Sessanta persone, unite, hanno trasformato quel silenzio in musica dei cuori: battiti che pulsavano per Gaza, nel segno di un dolore che non è rassegnazione, ma volontà di riscatto da insegnare alle nuove generazioni.
Accanto a lui, #Domenico#Della#Pietra ha offerto la sua presenza attenta e l’affiancamento prezioso; e la voce suadente della prof.ssa #Eva#Contigiani ha condotto il pubblico dentro un percorso che è stato insieme memoria e sogno, rendendo la serata esilarante: non nella leggerezza, ma nella capacità di liberare l’anima dal peso e restituirle respiro.
Un posto speciale va a #Grazia#Vernillo, che “ha scritto con la luce”. Senza traccia di richiesta, come operatrice e regista silenziosa, ha sviluppato un materiale osservativo del cuore: scatti che non sono semplici fotografie, ma pittura visiva. Una di queste immagini resterà come esergo di questa storia: un frammento che testimonia non solo l’evento, ma il senso profondo di un cammino.
Il libro 40 anni e una barca si è rivelato non solo un’opera letteraria, ma una sintesi di vita e riflessione: il dolore, la memoria del padre sopravvissuto, le cadute e i lutti, la forza di ballare la vita anche quando fa male. Il vicolo e la barca, insieme, hanno parlato al popolo.
Ecco allora il senso del titolo: Il Decumano Minore – il #vicolo del popolo e il libro del professore. Un popolo che non si accontenta di essere folla, ma che ancora sa pensare, ascoltare, gridare e tacere insieme.
Abbiamo solo evidenziato lo spessore dell’analisi del testo del prof. #Domenico#Della#Pietra. Come testata giornalistica Lontani la Traversata, domani usciremo con un articolo contestuale dedicato alla sua presentazione, che ha estasiato lo scrivente, la curatrice #Mena e la suadente voce di #Eva.
#Fuoritempo – Quando la parola diventa poesia e la stessa prende i cuori.

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