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Napoli Decumano Minore 23settembre2025

#Napoli è stata una piazza viva, attraversata da studenti, insegnanti, cittadini e istituzioni, unita da due fili conduttori: la scuola e la pace. Al Rossini Alberghiero, passando per il Santobono e Nisida, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato che la scuola è “una preziosa seminatrice di futuro”: un luogo in cui ciascuno possa misurarsi con la propria intelligenza e dove ogni forma di violenza va bandita.

Gli #insegnanti fanno molto, spesso in condizioni difficili, ma non sono soli: la società e le istituzioni hanno il dovere di sostenerli. Mattarella, come Vittorio Bachelet prima di lui, ha ribadito che ogni gesto educativo è un seme piantato nel terreno della storia.

Il #Presidente si è fermato tra i bambini del Santobono, ascoltando le loro domande sulla guerra e la cattiveria. Con tono fermo e umano ha detto che anche ciò che sembra senza senso può essere affrontato con buona volontà: “Voi bambini siete una risorsa importante”. In quelle parole, più che in mille proclami, sta il senso di un Paese che non vuole arrendersi all’odio.

Nel #pomeriggio, Napoli ha chiesto pace: un corteo imponente ha attraversato la città, collegando Gaza a Bagnoli, la tragedia mediorientale alle ferite locali — bradisismo, fondi insufficienti, riqualificazione negata. Non sono mancati tafferugli e incomprensioni: stonature di un estremismo sterile che non paga, anzi riporta indietro la storia verso i suoi anni più bui.

I #giovani hanno chiesto una scuola che insegni a pensare, non a conformarsi. È lo stesso invito che, secoli fa, Giambattista Vico avrebbe lanciato contro i falsi sapienti e i voti dati “a fatti propri”: non serve populismo da piazza, ma intelligenza critica.

#FUORITEMPO – NEL TEMPO DELLA #STORIA

Lo #scrivente, che ha vissuto il 1968 e lo ha studiato non solo come testimone ma come storico del “Tempo degli dèi” fin dal #Giurassico, oggi rimane neandertaliano per scelta, refrattario a diventare un sapiens piegato alle storture dei demiurghi del potere. A chi vorrebbe filtrare senza libertà le bandiere del dissenso e del pensiero, oppone la sua coerenza: non mi arrendo.

Come nella foto “#odina” che accompagna questo testo, il segno non è fuffa, ma fatti reali, lontani dalle ragnatele di aracnoidi evoluti più dell’uomo, che si credono superiori. Continuo da diamondiano, munchiano, #plotoniani, e ultimo dei #platoniani( si come Plotino), con una sola fede: il mio Dio è Pace.

#PLRCIROSCOGNAMIGLIOtestoriservato. E foto #Riservata

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