Dal Decumano Minore – Famiglia, libertà e amore
IL SACRAMENTO DELL’AMORE – Una sola carne il testo!
Noi lasciamo la casa – la casa dei genitori – una sola carne – l’amore.
ZIOPA – Ciro Scognamiglio #06settembre2025addC
Rosaria, Antonella e le loro amiche, le compagne di vita, hanno chiamato Famiglia ciò che, in fondo, è molto di più di un nucleo anagrafico o di un vincolo imposto da regole. Hanno voluto annoverare dentro questo concetto non solo il legame di sangue, ma la scelta, la cura, l’essere insieme nel tempo.
Eppure, se rileggiamo la parola, ci accorgiamo che spesso è stata forgiata dai demiurghi del potere, quelli che hanno scritto testi e leggi per poi vincolare le nostre vite. Hanno voluto dirci come “gestirci”, come se non fossimo capaci da soli di custodire la verità delle nostre relazioni.
Noi, invece, vogliamo restituire alla famiglia un valore nuovo, non chiuso ma aperto: Famiglia come intreccio di umani e piante umane della terra, tutte e tutti, radici che respirano e si sostengono a vicenda.
Per questo gridiamo: lasciateci l’etica della libertà nelle nostre mani. Non vogliamo più essere attruppati, nascosti, piegati a modelli che non ci appartengono. Io stesso – Zio Pa, zoppo da polio – porto nel corpo non solo un danno, ma un dono: quello di essere uomo diverso, capace di sentire e testimoniare che la diversità è ricchezza, non esclusione.
Basta. Fateci vivere. Noi amiamo i confini che non dividono, ma che custodiscono la pace vera e l’amore.
Concetto d’amore
L’amore non è possesso, non è comando, non è dovere imposto.
Amore è riconoscere l’altro come parte di sé e, nello stesso tempo, come irriducibile alterità da rispettare.
È la forza che ci rende liberi e responsabili, capaci di costruire senza distruggere, di accogliere senza annullare.
È l’energia che scioglie i muri e trasforma i confini in soglie.
Dal Decumano Minore
Dal mio Decumano Minore, angolo di una terra di pace che cerchiamo, e di una terra di libertà che invochiamo, guardiamo alla luce dell’alba e al respiro del tramonto.
E quando arriva la notte – quella notte che non conosce giorni settimanali, che non divide il tempo in calendari ma lo avvolge in silenzio – restiamo lì, interi.
Notte senza padroni, notte senza recinti: semplicemente notte, con il suo mistero e la sua promessa.
Ed è lì che noi vogliamo essere:
non sotto etichette, non dentro greggi, non nascosti in attruppamenti.
Vogliamo essere presenti come siamo: uomini e donne, piante umane della terra, con la nostra fragilità e la nostra forza, con il danno e con il dono, con le ferite che diventano memoria e le differenze che diventano speranza.
La pace che amiamo non è tregua, ma respiro condiviso.
La libertà che invochiamo non è arbitrio, ma dignità riconosciuta.
L’amore che ci guida non è possesso, ma custodia reciproca.
Dal Decumano Minore al mondo intero:
lasciateci vivere come famiglia di umanità, aperta e plurale.
Lasciateci camminare nei confini dell’amore,
dove il giorno e la notte non dividono,
ma custodiscono la promessa di una terra più giusta,
che attende solo di essere abitata da donne e uomini liberi.
Fuoritempo Uomini liberi



Lascia un commento