IL MAPPAZZONE del Professore
Libertà, memoria e voti: non crocifiggiamo Roberto Fico
Napoli #3settembre2025
Il mio rispetto al giovane Roberto Fico.
Ma una cosa va detta chiara: le diatribe interne a un partito non devono travolgere gli uomini liberi. Non possiamo permettere a De Luca e alle sue flottiglie di arrancare solo per farci paura. Noi continueremo a essere liberi e a votare.
Scrivo da sinistra, perché è lì che trovo più memoria storica: quella dei vinti nei campi di sterminio, che non possiamo dimenticare. È da quella storia che nasce la scelta di campo, non da convenienze o compromessi. E allora chiediamoci: i programmi? Quali programmi hanno davvero rispettato i partiti che hanno governato? Noi non dimentichiamo.
Lo diceva Giambattista Vico: i governi sono il risultato del popolo che li elegge. Ma nessuno può ergersi a paladino, perché i quadri di vita lasciati al popolo sono stati, troppo spesso, disastri.
Esempi? Le battaglie di Francesco Borrelli, aggredito alle scale di Foria per aver difeso la legalità contro ristoratori sotto inchiesta. O le spiagge, o le scuole: temi dimenticati da chi una volta arrivato allo scanno si volta dall’altra parte.
Roberto Fico è giovane e pieno di ideali, quelli che ci saremmo aspettati da una sinistra capace di rinnovarsi dopo la fine del socialismo e del comunismo. Invece ci troviamo ancora immersi nei compromessi storici delle correnti democristiane: le dorotee vi dicono nulla? E intanto Mastella e De Luca gestiscono poteri che sembrano eterni, tra regioni commissariate e dinastie familiari.
Ma i poteri contano, e il rischio è che a destra e a sinistra si perda il senso di altre parole: libertà, giustizia, partecipazione.
Eppure, c’è sempre un “Pierino giornalista di strada” che rimette insieme i pezzi e butta giù le carte. Chiamatemi pure #pentastellato, se volete: almeno il Movimento conserva ancora una sua verginità, nonostante le contraddizioni.
Oggi assistiamo a un PD campano commissariato, e persino la segretaria nazionale Elly Schlein costretta a cedere terreno a De Luca pur di tenere insieme un campo largo che sa di resa. Eppure, in questo scenario confuso, un nome emerge: Roberto Fico, pronto a candidarsi a governatore della Campania.
De Luca lo critica: “Non ha mai amministrato”. Forse è vero, ma la politica non è solo gestione: è visione, è memoria, è coraggio. La gestione l’abbiamo già vista – e spesso ha lasciato macerie.
Dunque, facciamo i seri. Non buttiamo la croce addosso a Roberto Fico. Stiamo per votare: lasciamo che a decidere sia il popolo.
E ricordiamoci sempre: la libertà non si commissaria.
#Fuoritempo – uomini liberi!

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