La parola di #Antonio#Marfella

NOTA

#Antonio#Marfella

non e’ una ferita……l’accoppiamento contro natura in terra di gomorra tra il ciuccio Fico e il cacicchio De Luca quando potevate candidare da cafiero de raho, che carmine schiavone mi disse in faccia, dopo avere detto che non mi avevano sparato per rispetto, che era l’unico magistrato che rispettava ….a sergio costa insieme al quale abbiamo lavorato e sequestrato mezza campania e ora poteva salvarci lavorando con il generale Vadala’….non e’ una ferita…..E’ UNA OFFESA DIRETTA E PERSONALE AD OGNI CITTADINO CAMPANO ED UNICA POSSIBILITA’ CHE CI VIENE OFFERTA E’ IL VOTO DISGIUNTO PUR DI NON VOTARE IL CIUCCIO FICO CHE SPOSA IL CACICCHIO DE LUCA E SI TRASFORMA IN P(I)ERO……SEMBRA IL RACCONTO DI UN MITO GRECO DELLA HYBRIS SUICIDA DEL PD E DEL M5S IN CAMPANIA……NOI NON VOTEREMO MAI QUESTO SCHIFO DI ALLEANZA!!!! non abbiamo rischiato la vita e continuiamo a rischiarla ogni giorno per subire passivi ed inermi questa hybris (arroganza E SUPERBIA CHE OFFENDONO le leggi divine) che state certi non solo noi elettori ma innanzitutto DIO PUNIRA’ SEVERAMENTE!!!!!!

#REPLICA di CIRO SCOGNAMIGLIO

Oggi tocca a me presentare Antonio Marfella. Devo ammettere che non mi sento completamente all’altezza: lui è stato il mio mentore, il mio maestro di riflessione e di battaglie. Sa presentarsi da solo, con naturalezza e autorevolezza. Io, povero giornalaio e cronista del vicolo Decumano Minore, posso solo confermare e riportare le sue parole, come le ha pronunciate qui, al Giardino d’Autore.

Chi chiedeva “Tonino, che ne pensi? Dove andremo?” sapeva che la sua risposta non era mai banale: “È una strada di convergenza, altrimenti avremo perso ancora”. Oggi, Tonino ci racconta proprio questo. Io mi limito a trascriverlo, con la devozione di chi ha seguito le sue riflessioni per anni.

Sì, molti di noi sono vicini alla famiglia M5S, ma oggi non parlo come giornalista, bensì come allievo e amico. Antonio è il professore della Scuola #Marfelliana, colui che cerca di capire, di costruire senso, rispettando figure come Roberto Fico, a cui mi sento profondamente legato, pur senza comprenderne ogni sfumatura.

Forse è proprio questo che Antonio e io ci siamo detti negli anni: la politica è complessa, e noi possiamo solo continuare a pregare, a condividere scelte, a seguire la via della coscienza. Ma Antonio Marfella è un uomo di scelte, e il suo percorso parla chiaro.

Grazie, Professore, per essere stato un fraterno amico. Posso dirlo, perché siamo cresciuti alla stessa madre terra.

Shalom.

e poi :

#Sandro#Ruotolo

Sandro Ruotolo 

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La mia intervista di oggi a Luca De Carolis de Il Fatto Quotidiano

𝗜𝗹 𝗽𝗮𝘁𝘁𝗼 𝘀𝘂 𝗗𝗲 𝗟𝘂𝗰𝗮 𝗷𝗿 𝗲̀ 𝘂𝗻𝗮 𝗳𝗲𝗿𝗶𝘁𝗮. 𝗠𝗮 𝗼𝗿𝗺𝗮𝗶 𝗹’𝗲𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗮𝗱𝗿𝗲 𝗲̀ 𝗳𝗶𝗻𝗶𝘁𝗮.

Non nasconde il prezzo politico e umano dell’accordo, anzi: “Mi ha provocato una ferita, io e gli altri amici che hanno sostenuto Elly Schlein non siamo certo contenti”.

A Sandro Ruotolo, eurodeputato del Pd e coordinatore della mozione Schlein in Campania, è costato parecchio quel patto: via libera alla corsa del 5Stelle Roberto Fico per la Regione, in cambio della candidatura unica a segretario regionale di Piero De Luca, il figlio di Vincenzo. Ma per lui il bicchiere è comunque più che mezzo pieno: “L’era De Luca è finita, e ora prende finalmente il via la stagione del campo largo”.

𝗥𝗼𝘀𝘆 𝗕𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗹𝗼 𝗵𝗮 𝗱𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗮 𝗟𝗮 𝗦𝘁𝗮𝗺𝗽𝗮: “𝗦𝗲 𝘃𝗶𝗻𝗰𝗶 𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮𝗿𝗶𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗹𝗶𝗯𝗲𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗣𝗱 𝗱𝗮𝗶 𝗰𝗮𝗰𝗶𝗰𝗰𝗵𝗶, 𝗺𝗮𝗴𝗮𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗶 𝗮𝗶 𝗹𝗼𝗿𝗼 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶”. 𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗱𝗮𝗿𝗹𝗲 𝘁𝗼𝗿𝘁𝗼?

Per carità, massimo rispetto per le sue parole, come per quelli che a sinistra ci stanno criticando in queste ore. Il confronto serve per migliorarsi: non a caso, il 4 settembre andrò a Napoli con altri del partito come il deputato Marco Sarracino all’iniziativa dei Democratici per l’alternativa (esponenti della sinistra dem, firmatari di un appello in cui si invoca “una fase nuova, per porre fine a uno spettacolo inaccettabile”, ndr). Detto questo, va colto il punto politico.

𝗢𝘃𝘃𝗲𝗿𝗼?

Grazie a Schlein l’era De Luca si è finalmente conclusa, con il suo netto no a un terzo mandato: tanti segretari del Pd ci avevano provato prima di lei, inutilmente.

𝗟𝗮 𝘀𝘂𝗮 𝗲𝗿𝗮 𝗹’𝗵𝗮 𝗰𝗵𝗶𝘂𝘀𝗮 𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗯𝗼𝗰𝗰𝗶𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗹𝗮 𝗹𝗲𝗴𝗴𝗲 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗴𝗹𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶𝘃𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗿𝘀𝗮.

Schlein aveva già detto molti mesi prima che non ci sarebbe mai stato un terzo mandato per lui. La Consulta ha sancito un fatto politicamente già deciso.

𝗩𝗶 𝗵𝗮 𝘀𝗽𝗶𝗮𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗿𝗮𝗱𝗮: 𝗲 𝗼𝗿𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗲𝗿𝗲𝘁𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗮 𝘀𝘂𝗼 𝗳𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 (𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮 𝗱𝗮𝗹 𝟮𝟱 𝗮𝗹 𝟮𝟴 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲, 𝗻𝗱𝗿)…

Non mi fa piacere, ovvio. Però la macchina del partito è una cosa più complessa. Noi dell’area Schlein abbiamo ottenuto un accordo sulla guida unitaria del Pd campano. Si passerà da una gestione monoteistica a una plurale.

𝗖𝗶𝗼𝗲̀ 𝗮𝘃𝗲𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗶𝗱𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗳𝗲𝗱𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶 𝗲 𝗖𝗮𝘀𝗲𝗿𝘁𝗮. 𝗠𝗮 𝗹’𝗮𝘁𝘁𝘂𝗮𝗹𝗲 𝘀𝗲𝗴𝗿𝗲𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗮 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶, 𝗶𝗹 𝗯𝗼𝗻𝗮𝗰𝗰𝗶𝗻𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗔𝗻𝗻𝘂𝗻𝘇𝗶𝗮𝘁𝗮, 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗮𝗿𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗮 𝗳𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗮 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗲.

O l’accordo si fa, o non si fa. La segretaria se ne è fatta garante, nel nostro incontro a Roma. Abbiamo chiesto anche una presidente per il partito, e di nominare un vicesegretario.

𝗟𝗲𝗶 𝗲𝗿𝗮 𝘂𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗩𝗶𝗻𝗰𝗲𝗻𝘇𝗼 𝗗𝗲 𝗟𝘂𝗰𝗮…

E resto tale, glielo assicuro.

𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗽𝗼𝘁𝗲𝘁𝗲 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗶𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻’𝗮𝗹𝗹𝗲𝗮𝗻𝘇𝗮 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗰𝗶 𝘀𝗮𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗹𝗶𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝘂𝗰𝗵𝗶𝗮𝗻𝗮, 𝘂𝗻𝗮 𝗱𝗶 𝗿𝗶𝗳𝗼𝗿𝗺𝗶𝘀𝘁𝗶 𝗲 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗿𝗮𝘁𝗶 𝗲 𝗖𝗹𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗠𝗮𝘀𝘁𝗲𝗹𝗹𝗮?

Scusi: se le rubassero l’auto, lei cosa farebbe?

𝗔𝗻𝗱𝗿𝗲𝗶 𝗮𝗶 𝗖𝗮𝗿𝗮𝗯𝗶𝗻𝗶𝗲𝗿𝗶, 𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗣𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗮

Qualcun altro se la farebbe cercare da amici o conoscenti. Ecco, gente così non sarà nelle liste.

𝗖𝗵𝗶 𝗴𝗹𝗶𝗲𝗹𝗼 𝗴𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗶𝘀𝗰𝗲?

Schlein, che controllerà quella del Pd. E ovviamente Fico, che le vaglierà nome per nome. Gli impresentabili non provino a candidarsi.

𝗥𝗶𝘀𝗰𝗵𝗶𝗮𝘁𝗲 𝘂𝗻 𝗴𝘂𝗮𝘇𝘇𝗮𝗯𝘂𝗴𝗹𝗶𝗼.

Guardi, finalmente daremo via alla stagione del campo largo. Il primo mattone lo mettemmo con la mie elezione in Senato, nel 2020, quando molti 5Stelle mi votarono nonostante il veto dei dimaiani. Ora avremo un candidato che stimo e che valorizza la parola “noi”, come Fico. Un uomo esperto, non un Masaniello. Ma il tema centrale saranno i programmi. Non tutto quello che è stato fatto in questi anni è da buttare. Però c’è molto da cambiare, dalla politica industriale all’ambiente.

𝗟𝗲𝗶 𝗹𝗼 𝗰𝗵𝗶𝘂𝗱𝗲𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗿𝗺𝗼𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗔𝗰𝗲𝗿𝗿𝗮? 𝗙𝗶𝗰𝗼 𝗵𝗮 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗻𝗻𝗮𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗽𝗼𝘁𝗲𝘀𝗶, 𝗲𝗱 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗯𝘂𝗳𝗲𝗿𝗮.

Io non lo chiuderei mai ora. Ma comincerei un processo per andare oltre sulla gestione dei rifiuti: le tecnologie per abbattere le emissioni esistono già.

𝗘̀ 𝘀𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗗𝗲 𝗟𝘂𝗰𝗮 𝘀𝗲𝗻𝗶𝗼𝗿 𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝗶𝗻𝗱𝗮𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗡𝗮𝗽𝗼𝗹𝗶 𝗠𝗮𝗻𝗳𝗿𝗲𝗱𝗶, 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝘀𝘂𝗹 𝘁𝗲𝗮𝘁𝗿𝗼 𝗦𝗮𝗻 𝗖𝗮𝗿𝗹𝗼.

Si vota a fine novembre, c’è tempo per voltare pagina. Il punto resta quello: l’era dei sultani e sultanini finirà.

𝗛𝗮 𝗴𝗶𝗮̀ 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗮𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗣𝗶𝗲𝗿𝗼 𝗗𝗲 𝗟𝘂𝗰𝗮?

Assolutamente no.

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