Fotografia Vagabonda – Pausa osservativa

Napoli 30settembre205 – dal silenzio del u.s. notturno!

Lei la mia scattatrice, occhio che cattura.

Lui, il bianco e nero: non ornamento, ma coscienza. Il nero che pesa come memoria, il bianco che apre varchi all’immaginazione. Noi due, insieme, in una pausa osservativa.

E davanti, il mondo. Ma quale mondo?

Un feticcio di fuffa, dove la fuffosità regna come regina capricciosa. Contraddizioni che diventano tessuto quotidiano:

• la politica incartata, che si piega su sé stessa e si riduce a proclama;

• la scuola, celebrata in discorsi solenni ma impoverita nei fatti;

• l’Europa, assente al confronto, chiusa nei suoi recinti nazionali.

Eppure, se volgiamo lo sguardo lungo la linea del tempo – non quella infinita del Big Bang, ma la più breve, obliqua, ferita, che chiamo linea di QWuel – scorrono i fotogrammi essenziali del nostro tempo veloce:

• 2001 – l’illusione della globalizzazione si spezza nell’attacco alle torri.

• 2008 – la crisi economica mette a nudo l’inganno della crescita infinita.

• 2015 – il Mediterraneo diventa confine di paura più che ponte di umanità.

• 2020 – la pandemia congela il mondo, uno scatto universale di fragilità.

• 2022-25 – guerre di confine, clima che si ribella, algoritmi che fabbricano verità parallele.

Fotografare oggi non è più registrare, ma resistere.

Resistere alla fuffa, ai simulacri, all’alterazione costante. Ogni immagine è atto politico, ogni sguardo è testimonianza.

Così, nella pausa osservativa, il bianco e nero non consola ma interroga.

Ci chiede: che cosa vediamo davvero?

E la risposta non è nei pixel, ma nel coraggio di nominare la contraddizione.

#FUORITEMPO _ ALTERITA’ CONTEMPLATIVA BW!

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