Sui sentieri della giustizia: un appello universale

Riconoscere tutti i prigionieri

Di Ciro Scognamiglio 2025 agosto 28 adCristo e i Romani!

Tornare a casa non solo gli ostaggi israeliani, ma anche quelli palestinesi. Vi siete dimenticati di questi ultimi.

Sui sentieri della giustizia: un appello universale

Ecco chi sente le #bandiere che non esistono. La vera appartenenza non si misura con un simbolo o una bandiera: la bandiera e l’appartenenza stanno dentro all’#odio che portiamo inscritto nel DNA culturale e sociale. La base azotata dell’anima non sono adenina, guanina o citosina per il DNA e Timina – la stessa timina – nell’RNA sostituita con Uracile, ma odio – forse è la reale base dei sapiens dicasi – forse meno nei “Neanderthal_liani”! Da #studiare !

Io penso dalla mia visione e con la mia ragione. Esiste una ragione, dopo duemila anni, dal Battesimo di Cristo ad oggi. Dopo 2025 anni di un figlio, dicasi minore, svenduto all’odio e ai suoi stessi fratelli, che lo tradirono prima che il gallo cantasse tre volte. Poi hanno realizzato la #chiesa di Pietro e dicono “siamo uomini”; poi la #chiesa sionista e dicono “siamo uomini”; poi hanno realizzato la #chiesa buddista, la #chiesa di odino, la #chiesa… per? Per essere marcati a fuoco nel cuore del popolo?

Non è un ornamento che possiamo togliere. Non è un’appendice o un momento tra tanti dell’esistenza. Noi non strappiamo nulla dal nostro essere se non vogliamo distruggerci. Bisogna riconoscersi come marcati a fuoco: hanno marcato a fuoco l’odio, la vendetta e la distruzione di 60 milioni di esseri umani. Oggi siamo alla stessa partenza.

Se non ci riconosciamo marcati a fuoco, non possiamo illuminare, benedire, verificare, sollevare, guarire, liberare. Quale infermiere dell’anima si rivela? Quale maestro dell’anima? Quale politico dell’anima? Sono quelli che, dal profondo, decidono di essere con gli altri e per gli altri.

#Separare il dovere dalla vita privata rende tutto grigio. Si cerca continuamente riconoscimento o si difendono le proprie esigenze. Così smettiamo di essere popolo.

Oggi più che mai, dobbiamo insegnare il #pensiero#complesso, come insegna Giorgio Parisi, e dare senso al nostro pensare. La giustizia non è semplice, non può essere ridotta a bandiere, simboli o confini. Il pensiero complesso ci insegna a vedere le interconnessioni, a comprendere che ogni gesto, ogni scelta, ogni dolore si intreccia in un sistema più grande.

#Riconoscersi marcati a fuoco dalla storia non è rassegnazione: è consapevolezza. Solo così possiamo trasformare la #memoria in responsabilità, l’#odio in azione morale, il dolore in solidarietà. La pace e la giustizia non nascono dalle semplificazioni, ma dalla capacità di pensare, sentire e agire insieme.

Ogni gesto conta. Ogni scelta può creare un tessuto di relazioni che conduca alla giustizia invece che al conflitto. La nostra responsabilità è anche scientifica, perché il mondo è complesso, interconnesso e incerto. La nostra responsabilità è morale, perché solo dalla coscienza dell’altro nasce la vera umanità.

Unire ragione e cuore, memoria e responsabilità, scienza e coscienza morale: questo è il nostro compito. Solo così possiamo insegnare alle nuove generazioni che la giustizia non è una bandiera, ma un cammino complesso da percorrere insieme.

Ciro Scognamiglio

Giornalista di strada

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