Antropologia del bidet: cronaca di un assente ingiustificato in Germania (e altrove)
CHIUDERE un ricerca – viaggio, e andare oltre il Mare da Lunedì 25p.v. oggi Napoli 24 AGOSTO 2025
Ma se vogliamo davvero capirci tra popoli, bisogna partire anche da qui: dai bagni, dalle piccole abitudini che fanno grandi differenze.
C’è chi #fotografa piazze, chi colleziona calamite da frigo e chi, viaggiando, scopre con sgomento che nel bagno dell’albergo tedesco manca il bidet. Panico. È come se ti servissero una pizza senza mozzarella o un caffè senza tazzina: possibile che non ci abbiano pensato?
Da dove vengo? Chi sono? Dove vado?
Domande infinite, filosofiche, spesso senza risposta. Eppure, se tolgo l’illusione, il lusso e le maschere della civiltà, resto nudo davanti a un fatto semplice: per vivere devo mangiare, bere… e poi pisciare e cacare.
Il sapiens, l’animale che si crede pensante, si è adattato nel corso dei secoli a questo bisogno elementare: buche nella terra, latrine di villaggio, troni imperiali, cessi di stazione, bagni di lusso, baracche di lamiera. Dentro quel luogo nascosto – il cesso – sta scritto il nostro rapporto con la natura, con il corpo, con la dignità e persino con la morte.
Perché allora ci uccidiamo? Perché ci dividiamo in popoli, classi e poteri, se la verità universale è che nessuno di noi, da re a schiavo, può sottrarsi al gesto più umile e più uguale? Forse, studiando i cessi del mondo, non solo capirò come ci siamo adattati, ma intravedrò anche un filo comune che lega i nostri destini.
E invece no, non ci hanno pensato. Perché se in Italia il bidet è un diritto civile sancito da decreto del 1975, altrove è un oggetto misterioso, un “ornamento mediterraneo” che fa sorridere o scuotere la testa. E qui comincia la nostra piccola inchiesta #antropologica.
La nascita aristocratica e il destino proletario
Il bidet nasce nella Francia del Settecento, tra nobiltà e cortigiane, con quel nome vezzoso che ricorda un pony. Peccato che i francesi, dopo averlo inventato, lo abbiano lasciato lì, confinato ai boudoir. L’Italia invece lo adotta con entusiasmo: dal lusso per pochi diventa compagno di vita per tutti, al punto da essere inserito nelle leggi edilizie. Un bagno senza bidet da noi è come un pranzo di nozze senza primi piatti: inaccettabile.
Germania, terra di docce e saune
Varcate le Alpi e scordatevelo. In Germania l’igiene è una faccenda seria e collettiva. Altro che “ritocchini” quotidiani: qui si entra in sauna, ci si rigenera in gruppo, ci si affida alla doccia come rito mattutino. Il bidet è visto come una ridondanza: “perché sprecare spazio se ho già un lavandino e una doccia?” direbbe il tedesco medio, con la sua proverbiale razionalità.
I pregiudizi che viaggiano
Ma non è solo questione di architettura. In America, per esempio, il bidet ha avuto un marchio infelice: i soldati della Seconda guerra mondiale lo trovarono nei bordelli francesi e lo associarono a faccende poco nobili. Da allora, negli USA, resta un oggetto sospetto, “troppo europeo” e un po’ licenzioso. Al contrario, in Italia è diventato un simbolo di rispettabilità domestica: il bidet lo usano le nonne, i bambini, i genitori, tutti.
Piccolo oggetto, grande identità
Ecco allora la verità antropologica: il bidet è più di un rubinetto, è un modo di pensare il corpo. Per noi #italiani il corpo è territorio privato da curare ogni giorno con discrezione. Per i #tedeschi, il corpo è natura che si rigenera con gesti radicali. Per gli anglosassoni è un problema da risolvere con carta, deodoranti e salviettine. Tre culture, tre bagni diversi.
Uno sguardo al futuro
Oggi, però, qualcosa si muove. I wc giapponesi multifunzione integrano il bidet e fanno impallidire i nostri modelli “classici”. La sostenibilità spinge a ridurre la carta igienica. E i viaggiatori stranieri, dopo aver provato il bidet in Italia, tornano a casa con una domanda: “ma perché non lo abbiamo anche noi?”
Conclusione (con sorriso)
Alla fine, il bidet è come un passaporto invisibile: racconta chi sei e da dove vieni. In Italia lo difendiamo come un patrimonio culturale, in Germania lo ignorano senza rimpianti. Ma se vogliamo davvero capirci tra popoli, bisogna partire anche da qui: dai bagni, dalle piccole abitudini che fanno grandi differenze.
E la prossima volta che vi mancherà il bidet in un hotel berlinese, non disperate: ricordate che è un’ottima occasione per fare antropologia… con un asciugamano in più.
#FUORITEMPO – forse siamo animali diversi e l’adattamento è di carattere antropologico del singolo popolo!




Lascia un commento