Ciro Scognamiglio
Luca Trapanese ha pienamente ragione.
Di Ciro Scognamiglio uomo diversamente giovane e diversamente abile!
“Luca Trapanese ha ragione. È una persona che con le sue scelte di amore dimostra ciò che molti oggi non riescono nemmeno a concepire. Lo dico da ‘#neandertaliano’, legato a un’idea di comunità che un tempo era naturale e che oggi i cosiddetti sapiens faticano a comprendere.”
Non esiste una diversità d’esposizione per chi ama la vita. Con Alba, Luca ha ritrovato la vita e le ha donato la possibilità di viverla nelle gioie dello stare insieme, lontana dall’indifferenza della solitudine a cui troppi l’avrebbero relegata solo perché considerata “diversa”.
Forse oggi ci si accorge che la vera diversità appartiene a chi si definisce “normodotato”: ma quale normalità è la loro, se sanno solo criticare l’amore di un padre come Luca? Un padre che per Alba ha scelto la vita, aprendole le braccia e non lasciandola mai sentirsi rifiutata. Di cosa parlano allora questi ipocriti?
Luca Trapanese: IO CI STO.
Da professore e uomo, Ciro Scognamiglio, che delle diverse abilità ha fatto bandiera di vita, ti dico: non ti curare di loro. Guarda e passa, tieni sempre lo sguardo su Alba, che è una bambina piena di gioia e amore, come i miei nipoti. E loro, come lei, hanno una dote speciale: amano senza rancore, senza calcoli, senza analisi.
Anch’io ho sempre avuto il cuore come il loro, fin da quando con il mio amico-fratello Maurino siamo cresciuti come fratelli biologici, pur non essendolo. Voi, Luca e Alba, siete padre e figlia biologici in un senso più alto: il vostro DNA ha un marcatore unico, che non si trova nell’adenina, citosina, timina o guanina. La vostra base azotata è l’AMORE.
Questa non è data a tutti: è dono di chi sa amare, come tu ami Alba, e come lei ti contraccambia con la gioia di averti padre.
TVB e VVB,
vostro Ciro Scognamiglio – IO CI STO!
Sempre, anche se non ho avuto la forza di fare il garante responsabile. I miei acciacchi oggi pesano, ma il più grande è essere “diversamente giovane”. Tuttavia, sulle barricate dell’amore troverai sempre Ciro, l’uomo della comunità.
TVB Luca, e un bacio ad Alba.
Vorrei presentarla ai suoi amici, i miei nipoti. Cerchiamoci ti aspetto al Decumano Pianura o ti vengo a Trovare!
Shalom.
Luca Trapanese
toepdSnosrc2tt6038lf0gchh9 m87mcmgc71a04igff62g89tif3ug1itcg ·
Qualche volta mi capita di leggere commenti velenosi: c’è chi mi accusa di esporre troppo mia figlia Alba, come se il fatto di parlarne o mostrarla fosse un modo per ottenere qualcosa in cambio.
Chi lo dice non ha davvero a cuore né me né lei. Non vede, o non vuole vedere, che dietro ogni parola c’è un lavoro culturale, un impegno civile: raccontare la disabilità per far capire che essa non è un problema, né tantomeno un “handicap”, ma un modo di essere.
La verità è che la società, ancora oggi, è profondamente impreparata a relazionarsi con le persone con disabilità. E allora sì, io scelgo di parlare di Alba.
Perché Alba non è “la bambina con la sindrome di Down”: è una bambina. È meravigliosa, testarda, dolce, simpatica. Ma fa anche una fatica enorme a relazionarsi con gli altri. E gli altri, a loro volta, fanno fatica a guardarla per ciò che è: semplicemente una bambina, e non una diagnosi.
Esporre Alba, raccontare i suoi sogni, i suoi desideri, il suo carattere, non significa cercare applausi. Significa invece provare a cambiare lo sguardo delle persone. Perché i nostri figli hanno diritto a essere visti per quello che sono: persone con aspirazioni, aspettative, bisogni e desideri come chiunque altro.
Siamo passati da un’epoca in cui i bambini come Alba venivano nascosti nelle case o relegati nei cottolenghi, a un tempo in cui noi genitori rivendichiamo, con forza, una vita piena, vera, fuori dalla porta di casa.
Non penso di poter educare il mondo da solo. Ma se il racconto della nostra quotidianità può aiutare anche una sola persona a guardare con occhi diversi la disabilità, allora ne sarà valsa la pena.
E a chi non comprende questo modo di dialogare e di raccontare la vita, posso dire soltanto questo: raccontare serve a ricordarci chi siamo, ogni giorno. Perché ogni giorno c’è il rischio che qualcuno — o perfino noi stessi — se lo dimentichi.
ALBA bimba piena di gioia e amore come i miei nipoti Antonio-Ciro -Elia Ciro – Flavio Maria presto li faremo incontrare noi siamo Comunità d’amore e Plaudiamo a Luca Trapanese per essere un padre ” UNICO e ALTRO ” e non crediate che sia poca cosa VVB ALBA E LUCA noi famiglia Scognamiglio

Lascia un commento