DAL DECUMANO MINORE – SPORT
Sassuolo–Napoli 2025/2026 oggi che scriviamo #PLRSport22agosto2025
La pelota al centro, nonostante tutto
Nonostante tutto – e il “tutto” pesa, è il disordine esistenziale del mondo in guerra, con bambini e adulti che soffrono – in alcuni emisferi di questo pianeta unico, abitato da esseri che ci ostiniamo a chiamare sapiens, si trova ancora un campo di gioco.
Non esistono stronzi che ti obbligano alla guerra quando hai il pallone tra i piedi. La pelota va al centro dell’arena gladiatoria: undici contro undici, niente retorica. Solo la corsa, la fatica, il grido.
Noi, fanciullini del calcio, siamo pronti a gioire. Perché il calcio, almeno, ci aliena dal buio: ore di bar, discussioni infinite, la passione che scalda più delle bombe. Certo, i “grandi” si contendono terre e risorse a colpi di missili. Noi, piccoli, ci contendiamo un pallone. Sarebbe da pensanti: giocarsi i terreni a calcio e non a morte. Ma la specie umana preferisce la stupidità del possesso. Granai pieni per alcuni, fame e morte per altri.
Eppure basta un cortile, una strada, un campo polveroso: ragazzi e ragazze, zoppi e atletici, tutti uguali davanti alla palla.
Oggi, però, resta nel cuore il dolore. Perché il male del mondo lo sentiamo addosso. Ma i fanciullini che vivono in noi hanno ancora sete di avventura. E il Napoli, come tutte le squadre, alimenta questa passione.
Certo, ci sono anche i monelli che portano l’odio nello stadio, con parole e botte. Quelli che trasformerebbero lo sport in guerra. Per loro il Daspo è un argine minimo. Io dico solo: teneteli lontani, non li voglio accanto a me e ai miei nipoti sugli spalti.
Intorno all’arena, il villaggio del pallone si rianima: bancarelle di sciarpe e bandiere, trombette rumorose. La gioia è anche questo. E il calcio – sì, è business, sì, fa soldi – ma è anche spettacolo, e lo spettacolo serve a vivere, a dimenticare almeno per ore il male del mondo.
Ragazzi, facciamo i bravi. Vinci la squadra più dotata. Per lo scrivente, da tifoso, che sia il Napoli. Le analisi arriveranno dopo: oggi è festa.
Io resto al divano. Con DAZN, che mi ha riconosciuto 30 € di sconto da vecchio abbonato (anche il cuore dell’anziano conta…). 16 settembre: 329 €, 38 partite, 8,65 € a gara. Tutto sommato, non caro.
Aurelio De Laurentiis – il visionario
Il presidente azzurro, imprenditore del cinema e dello spettacolo, non smette di pensarsi lanista moderno. Una scuola spartachiana di Capua che oggi si chiama Serie A.
Classe 1949, figlio di Luigi e nipote del mitico Dino, ha fondato con il padre la Filmauro nel 1975. Nel 2004 rilevò il Napoli dal fallimento, pagando 16 milioni. Oggi racconta: “Auspico una Serie A a 16 squadre. È maturo il tempo che Giorgia Meloni tolga il tetto pubblicitario alla Rai per finanziare il calcio in chiaro, dividendo il campionato tra Rai e Mediaset. Tutti gli italiani potrebbero vedere gratis le partite, e lo share andrebbe alle stelle”.
Il cinema resta nel suo sangue: ha trattenuto Verdone, lavorato con Monicelli, persino ingaggiato Maradona per un cameo. Ma il calcio è la sua seconda sceneggiatura: da C alla Champions, due Scudetti dopo Diego, e quest’anno il colpo Kevin De Bruyne.
Domani l’Arena si riaccende: Sassuolo–Napoli, ore 18. L’azzurro ricomincia, con Antonio Conte in panchina e con il sogno di un nuovo stadio nell’Est di Napoli da 70mila posti.
Dal Decumano
Io, con la sedia fuori campo, resto spettatore e scrivente. Ma il cuore pulsa dentro: tra dolore e festa, tra guerre e palloni, tra gladiatori moderni e bambini che ancora sognano.
Il calcio non salverà il mondo. Ma per due ore lo sospende.
#FUORITEMPO – il Calcio la passione Fanciullesca che non ti lascia mai!


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