Al Maestro ed amico del Giornalismo, Emilio Fede.

Emilio Fede, 94 anni tra memoria e malinconia: “La vecchiaia è brutta, ma la rispetto”

di Claudio Ciotola

A 94 anni, Emilio Fede affronta il tempo con la lucidità di chi ha vissuto ogni stagione della vita, dal successo alla solitudine, dal potere mediatico ai ricordi di famiglia. Oggi, l’ex direttore del Tg4 vive in una Residenza Sanitaria Assistenziale, dove trascorre le giornate tra la televisione e la memoria. Intervistato da qualche giornale e in confidenza con qualche amico fidato, ha confessato con disarmante sincerità: “Non temo più nulla, nemmeno la morte. La vecchiaia è brutta, ma la rispetto. Sono vicino ai cento: un bel traguardo”.

Nel volto e nella voce di Emilio Fede si legge una vita fatta di passione, impegno e controversie, ma anche una consapevolezza dolceamara: “Il vero potere, oggi, è avere l’affetto degli altri”. Un’affermazione che sorprende se pronunciata da un uomo che per anni è stato il volto e la voce di uno dei telegiornali più politicizzati e discussi della televisione italiana.

Dalla Sicilia con ambizione, nato a Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia, Fede porta con sé il ricordo tenero dei genitori: il padre Giuseppe, brigadiere dei carabinieri, e la madre Cosma, cantante lirica, scomparsa quando lui era ancora giovane. “Mi manca ancora oggi”, confessa. Non manca l’ironia, quella che lo ha sempre accompagnato fin dagli esordi. Ricorda, sorridendo, un aneddoto della sua infanzia: “Mi mandavano a comprare il latte, ma ci mettevo troppo. Il motivo? La signora che lo versava era di bella presenza…”.

L’amore per il giornalismo nasce tra i banchi di scuola, grazie a un tema premiato sul terremoto dell’Etna. A soli 16 anni dirige il suo primo giornale, Il settimanale del Lido. Un’esperienza breve ma decisiva, preludio a una carriera che lo porterà dalla carta stampata al grande schermo.

Gli anni della gloria: Rai, Mediaset e i grandi incontri, li Fede ha attraversato decenni cruciali del giornalismo italiano. È stato volto noto del Tg1, poi direttore di Studio Aperto, Videonews e infine, per molti anni, del Tg4, dove è diventato un’icona controversa per il suo stile personale e schierato. Tra scoop, conduzioni e memorabili sfuriate in diretta, Emilio ha saputo tenere alta l’attenzione su di sé anche quando i riflettori si spegnevano.

Non mancano, nei suoi racconti, incontri da romanzo: su tutti, quello con Audrey Hepburn, durante gli anni Rai. “Una donna di eleganza indescrivibile, di quelle che ti lasciano senza parole”.

Tuttavia, non sono mancati i momenti bui: Fede non nasconde il peso delle sconfitte, delle polemiche giudiziarie e del gioco d’azzardo, che per un periodo ha minato la sua stabilità. Ma la sua voce, oggi, non è quella di chi si lamenta: è quella di un uomo che accetta il bilancio con onestà.

Tra le gioie più grandi di Emilio Fede, c’è senza dubbio Napoli, città che ama profondamente e dove ha sempre trovato accoglienza, calore umano e sincera amicizia. Ricorda con entusiasmo i suoi soggiorni sul Lungomare, nel suo albergo di fiducia, affacciato sul Golfo. Una ritualità che lo faceva sentire vivo e circondato dall’energia unica della città. “Napoli è un posto speciale – racconta – lì ho trovato le persone più vere, le più sincere.” Nel suo cuore hanno un posto speciale tanti amici: il direttore Antonio Sasso, voce autorevole del giornalismo napoletano, il suo ristorante preferito da Antonio Antonio, dove incontrava con gioia gli  amici, accolto da Antonio, Antonio il piccolo e Antonino. E ancora il dottore Michele Romano, il giornalista Rai Gianfranco Coppola, il direttore della ASL Pippo Papaccioli, l’avvocato Claudio Ciotola, e il vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti Mimmo Falco. “Persone che non hanno mai finto, che non cercavano nulla: solo affetto. E io quello lo porto dentro.”

Il dolore più grande, per Fede, è la perdita della moglie Diana, scomparsa nel 2021. “La sogno spesso. Spero di raggiungerla presto”. Parole semplici, ma colme di un amore che il tempo non ha consumato. Accanto a lei, nella memoria di Fede, c’è anche l’amico di una vita: Silvio Berlusconi. “Lui è stato importante per me, nel bene e nel male. Una figura che ha segnato la mia esistenza”.

Oggi Emilio Fede non chiede più nulla, se non un po’ di pace. La televisione continua a tenergli compagnia, ma più del rumore delle notizie, è il silenzio dei ricordi a scandire le sue giornate. “La vita è stata intensa, non perfetta, ma vera”, dice. E lo dice con lo sguardo fiero di chi ha toccato le vette e ha conosciuto l’abisso, senza mai perdere il gusto della parola, della battuta, del racconto.

In un’Italia che corre, Emilio Fede resta fermo, seduto sulla soglia del tempo, come un testimone scomodo ma autentico di un giornalismo che non esiste più. E forse è proprio questa la sua ultima, definitiva notizia.

Claudio Ciotola

Coordinatore Giornalisti Flegrei

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