La #Sibilla lo dice, storiografia:

le bugie hanno le gambe corte, ma i cadaveri non camminano.

#Eppure – tra le pieghe del tempo – qualcuno giura di averli visti muoversi.

Non i #fantasmi della memoria, ma i corpi dimenticati della verità:

quelli sepolti in fretta nei racconti ufficiali,

quelli scomodi, testardi, non archiviabili.

Chi #mente corre. Chi è #morto, tace. Ma la #Storia – quella vera,

quella che non va in onda ma resta nei margini –

è fatta proprio di quelle voci silenziate.

Questo #articolo è per loro.

Per chi non c’è più, ma continua a parlare attraverso la luce.

Per i #cadaveri che non #camminano più,

ma che qualcuno – ostinato – continua a portare in spalla.

Come una croce, come un testimone,

come una verità che non si può lasciare cadere.

Il reportage che segue vuole essere una guida, una piccola mappa visiva tra memoria e presenza.

È firmato da lei – la mia #Musa, la #Scattatrice – penna elettronica oggi, ieri pellicola in bianco e nero.

La sua fotografia è #vagabonda per vocazione: non #cerca la scena, la trova.

E racconta storie con tutti i lustrini, anche quando i soggetti sono ombre, anche quando il rumore è solo silenzio.

DAL #DECUMANO DEL #DESERTO#25luglio2025

Le bugie hanno le gambe corte, ma i cadaveri non camminano

Come si fa a riposare se nessuno riposa? E se qualcuno lo fa, c’è sempre qualcun altro che intanto ti fotte l’aria. No, qua nessuno è fesso. Ma tutti fanno i “fondi tondi di cacca- si ! i findi tondi “ – come si diceva nei vicoli – per portare la #pagnotta a casa. E intanto la linea del degrado umano avanza, in silenzio e col sorriso in prima serata.

Per fortuna, dicono, c’è #Giorgia Meloni in copertina sul #Times: nuova statista per un mondo che di statiste ne ha avute ben poche, e ora forse si consola. Vuoi vedere che “#Baffone” doveva essere donna? Sì, sparo a zero. Tanto non conto una #mazza, ma almeno ho le iarde di distanza – morali – per non farmi male.

Eppure, anche questa distanza, me la sono guadagnata lottando. Non per gloria, ma per sopravvivere alla nuova civiltà dell’“#antirupa” – cioè senza forma, senza radice. Ho trovato ignavi peggiori dei codardi e sono riuscito a difendermi: con la filosofia del monello di vicolo, quella che non ti insegna nessuno ma ti salva la pelle. “#Qua nessuno è fesso.” Sono arrivato a 72 anni così. E la puzza l’ho sentita. L’ho fatta circolare per difendermi dai falsi profeti, perfino da me stesso.

Chi si può più fidare se ognuno ha imparato a difendersi persino dal saluto di chi ti scansa per viltà? Nessun confronto, nessuno scontro: sanno che potresti contar loro in faccia i #brufoli, e non solo quelli della pelle. Perché il dolore vero – quello che hai passato – non si cancella, ma non lo butti nemmeno in faccia. Lo porti, e lo proteggi. Senza finta #pietra.

#Cutro: la nobile #menzogna?

#Cutro è un’altra mela mangiata. Un’altra bugia simbolica. E il serpente, stavolta, non è solo serpente: siamo noi. Sapiens diseducati che si spacciano per civiltà. Neanderthal col diploma.

“Si potevano salvare.”

Così dicono ora, chiudendo l’inchiesta. Novantotto morti. Tra loro, decine di bambini. Finanza, Guardia Costiera, Frontex. Tutti sapevano. Tutti collegati. Ma l’MRCC di Roma quella notte classificò tutto come operazione di polizia. Il mare era nero, la stiva bolliva di corpi umani, e loro hanno scelto di restare al coperto. Un verbale ha mentito: ma i cadaveri non possono più smentire.

#Platone la chiamava “la #nobile #menzogna”: mentire per il bene della città. Ma qui non c’è nessuna città da salvare. Solo una rete di responsabilità che va dal silenzio alla complicità, passando per l’opportunismo di chi gioca con le onde e le vite.

Tre metalli, diceva Platone: #oro per i governanti, #argento per i guerrieri, #bronzo per i lavoratori. Ma oggi sembra che il bronzo stia comandando e l’oro stia nascosto nei caveau. I nostri “guardiani” – quelli veri – sono diventati burocrati di ferro arrugginito. E la città ideale è andata a picco con il caicco Summer Love, sulla costa di Steccato di Cutro.

#Domiciliamoci a #Gaza

Il mondo è allo sbando. Ci riempiamo la bocca di “diritti” e “valori”, ma davanti a Gaza chiudiamo gli occhi e apriamo #resort, mentre si promette “due #popoli, due #stati”. Bugia anche questa?

Vogliamo la pace, ma non mettiamo neanche i lettini per i feriti.

Domiciliamoci lì, tra le macerie, e vediamo se resta qualcosa da dire o solo da tacere.

Dal Decumano del Deserto – qui si parla senza filtri. Perché la verità, anche se brutta, va detta. Le bugie hanno le gambe corte, ma i morti non camminano. E noi, se vogliamo ancora chiamarci umani, dobbiamo almeno saperci guardare allo specchio.

#GUARDARSI allo specchio almeno per indossare diritto il cappellino – il SBILLO CUMANO!

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