Non sono un #burlone. La mia #satira è un bisturi!
“Siamo #esseri che ascoltano e raccontano storie. In ognuna si cela la possibilità di evadere da un mondo troppo stretto, per accedere a una vita più intensa e ricca. Sta a noi coglierla.”
Sulla #barca delle parole libere – Comunicazione di #autorevolezza#18luglio2025
Sono uno #scrittore [#dicasi ] di #strada [#certo] come il mio #giornalismo son ex per tutto e oggi la mia lucida – follia mi fa condividere la libertà e le stranezze della vita stessa .-. Ma prima ancora, sono un #uomo. Un uomo della #barca. La mia barca naviga da quarant’anni portando pensieri, errori, visioni, solitudini e scoperte. Non #galleggia sulla superficie delle mode, ma si immerge nei fondali della storia e della coscienza. E oggi, in questa piazza che è esplosa tra satira e politica, sento il bisogno di spiegare chi sono e perché scrivo.
“Non #sono un burlone. Sono un #dissacratore — soprattutto delle bugie che ti trattano da stupido e pretendono di farti restare sottomesso mentre fingi di ascoltare o ascolti per convincere che attendi il momento per rilanciare “se pur mie“! Le verità della vita e della storia.” Certamente non sono un oracolo – ma non ascolto impettiti #oracoli con bandiere.
La mia #satira è un bisturi, non un lazzo da circo. È figlia dell’antropologia del #vivere – di quel modo di stare nel mondo che ascolta le culture, osserva le strutture del potere e cerca i punti ciechi dell’informazione, dell’ideologia, del conformismo.
Scrivere – per me – non è un diritto, ma una #responsabilità. Essere “#penna#libera” non significa dire tutto, ma dire ciò che serve, quando serve. Per sollecitare. Non per possedere. Per accompagnare, non per condurre. Per parlare ai giovani non da un pulpito, ma dalla propria sponda del fiume, come il #Sindarta che ascolta il fluire, e attende non il cadavere del nemico, ma la barca degli uomini che pensano.
Questa è la mia #barca: solida, resistente, talvolta scomoda. Sulla fiancata c’è scritto il titolo del mio libro: Viaggio di 40 anni e una barca. Ma è anche il titolo di una vita. La barca non è rifugio, è passaggio. E oggi, su questa barca, voglio far salire giovani che ascoltano, che non hanno paura della complessità, che sanno che la libertà non è urlare, ma saper dire con dignità.
La mia satira nasce da qui. Così come le mie analisi politiche. Non sono generiche, non sono neutre, ma non sono neppure partigiane in modo cieco. Sono il frutto di un pensiero critico che si è formato nella #carne viva della storia e della scienza, dell’umanesimo e della fisica , della giustizia e del perdono.
Chi scrive non è solo un depositario di pensiero. È un ponte tra generazioni. E chi legge, oggi, deve essere pronto a essere non solo spettatore, ma navigatore. Perché è il tempo di salire a bordo e farsi domande. La penna libera, allora, non è un trofeo, ma un #remo. E io voglio continuare a remare. Con chi vuole.
Ciro Scognamiglio – Scrittore della barca, uomo del mondo.


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