DRAMMA TRA POZZUOLI E BAIA – DA UN VECCHIO NONNO PRESENTE

C’ero.

Non per caso, non per sbaglio.

C’ero con la lentezza delle ginocchia stanche e il cuore sempre vigile di un vecchio nonno, che porta negli occhi le stagioni vissute e nei polmoni la polvere del tempo.

E c’era il dramma. Crudo, nudo. Di quelli che non ti lasciano fiato.

Tra Pozzuoli e Baia, sul confine sospeso tra il mare e la pietra ardente dei Campi Flegrei, si è consumata una tragedia che lacera e scuote.

Non racconterò i dettagli – li conoscono già tutti, quelli che sanno contare i morti ma non sempre sanno ascoltare il silenzio dei vivi.

Io racconto solo la voce dentro, quella che trema quando vedi la vita spegnersi troppo presto, quella che urla muta nel petto quando un giovane non tornerà più a casa.

E mentre il clamore cresceva attorno, io pensavo solo:

Il Dio unico, che conosce ogni nome e ogni paura, lo accolga nella sua casa.

Perché non c’è giustizia che basti, se non quella dell’amore eterno.

Nonno presente, sì.

Perché i nonni non sono solo memoria: sono presenze che vegliano.

E in quell’attimo, avrei voluto stringere la mano di quel figlio, di quel nipote della vita, e dirgli: non sei solo, anche se te ne vai solo.

Anche se è buio, qualcuno prega.

Ora cammino più lento ancora. Ma ogni passo è preghiera.

Ogni passo è una voce che dice:

Ricordiamoli, questi figli caduti. Non solo oggi, ma ogni volta che passiamo da quel tratto di strada.

Che non diventi solo “cronaca”, ma coscienza.

Lascia un commento