GRAZIE, MARECHIARO ALTO – LA MIA TERRA: PINURA
Come ai cortili della Memoria, Chianura.
Correva l’anno 1980, l’8 di agosto.
Un piccolo nucleo di giovani: Maria, Ciro, e Lei – la nostra prima Regina Chiara – aveva solo tre anni e giocava da sola – e poi con tante amiche del palazzo.
In questa terra, nel 1988, sarebbe nato anche Mario.
Entrambi napoletani, figli dei quartieri della vita, figli di un #padre originario del Decumano Spagnolo, poi vissuto tra i borghi di mare, a Marechiaro.
Non c’era una finestra sulla finestra, ma sotto passava l’acqua, e murmurìava.
L’acqua lambiva prima la baracca del “professore in erba”, poi le vasche dei reggi lagni a San Giorgio a Cremano.
E la madre, Maria, veniva dalle scale del Petraio.
Col tempo si comprende che si diventa autorevoli se la vita ti ha lasciato un corpo con cicatrici.
Sapete perché? Perché un corpo senza cicatrici è un corpo che non ha vissuto.
Ma quando impari a liberarti del passato, le ferite smettono di sanguinare.
Ragazzi, vi ho sempre detto questo:
“Ciò che non è accaduto in una vita può avvenire in un istante.
Perché i problemi non si risolvono: si superano.”
Oggi, 44 anni dopo, Marechiaro Alto, a Pianura, racconta che tutto si può superare.
Questa terra, che io chiamo con affetto la Recanati del Sud, mi ha dato tutto.
E non è poco poterlo raccontare al mondo, anche nei miei viaggi fino al Polo Nord.
Qui un santo – Don Giustino – ha battuto il terreno per dare speranza ai giovani.
Questa è una terra di Pace.
E oggi ringrazio le donne, gli uomini, i giovani di questa CHIANURA della Pianura, che mi ha consegnato altri natali, altra vita, altra linfa.
Ringrazio gli ardimentosi, i passionari,
che hanno costruito il Giardino d’Autore:
Grazia, Teresa, Enzo, Enzo.
Mi hanno chiesto di presentare – in prima assoluta – il mio testo al mondo degli uomini sapiens,
partendo da CASA.
Casa mia. Casa nostra: Pianura, decumano della nuova Recanati del Sud.
Grazie, ragazzi.
Ecco la locandina in anteprima, mesi prima del grande viaggio tra i popoli DIAMONdiani.
Un antropologo del vicolo deve ascoltare tutti i vicoli del mondo.
Abitati da esseri sapiens, sì, ma io resto un neandertaliano libero, che amava la comunità.
Ci siamo estinti – dicono – per guerre di razza e intelligenza.
Ma oggi, a 72 anni,
mi sento ancora pecilotermo, come i neonati nei primi tre mesi: in attesa della luce.
Racconto albe e tramonti.
Li tratto con pastelli, per essere più vicino al mio stato d’animo.
GRAZIE, PIANURA.
VI ASPETTO IN TANTI.
Il libro è già in distribuzione:
15 € – il costo di un pacchetto di sigarette o di due gelati in meno.
Perché la vita si nutre anche di memoria, storia e consapevolezza.
Di quel sapere profondo:
“So di non sapere, ma so di aver servito.”
VIVERE PER SERVIRE,
NON SERVIRE PER VIVERE.
Grazie, Villaggio di Pinura.
Il viaggio continua.

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