Lettera urbana del Lunedì
16 giugno 2025 – Purtroppo è fuori tempo tutto
Bar a Ferrovia, ore 6:30 del mattino.
“Chi sei tu? Chi sono io?”
Nel bar stanco del lunedì, mentre i treni alzano polvere e fretta, le domande si incrociano tra zucchero e paura. La guerra nei telegiornali, il pallone nei cuori. Gli operai, i garzoni, il ‘o prufessore: ognuno con la sua merenda e il suo silenzio. E in mezzo al vapore del caffè, la voce muta del Sud chiede ancora:
chi sei tu, che mi guardi senza vedermi?
chi sono io, che sogno una pace anche nel calcio?
Settimana di fuoco.
Tra pallone e missili – qua ci #cachiamo sotto –
e tutto per quattro demiurghi infatuati di gloria e distruzione.
Ma al bar, all’incrocio di vite e rotaie,
mentre i pendolari sfregano occhi e sogni,
ricomincia il rito sacro del cornetto e caffè.
Chi può, si prende la sfogliatella calda.
Chi non può, inzuppa il cornetto nel latte del vicino.
Vecchie gag di un’Italia che fu,
scritta sui muri e sulle bocche da un regista che ci guarda ancora da lassù: #Nanni#Loi,
che al #Verano ride amaramente con noi.
E intanto, la domanda-m mantra al giornalaio dal volto #munchiano,
rimane quella:
Il Napoli ha fatto il botto:
Kevin De Bruyne, signori.
Ha detto no a Inter, Milan, Juve.
Ha scelto noi, Napoli.
Un segno che la geografia del calcio è cambiata.
Ma chi ha occhi per vedere, legge di più:
che il Sud sta diventando frontiera.
Frontiera del gioco, della passione,
ma pure delle ferite aperte del mondo.
Perché se Napoli è il Sud del calcio,
è anche il Sud del Sud del #mondo.
Dove le guerre vecchie non finiscono mai e quelle nuove si accendono sui tasti dei computer e sulle bocche dei profeti di morte.
Ci dicono che #Putin è un despota e forse lo è, che l’#America è una democrazia e forse non lo è.
Noi, intanto, siamo quelli che pagano.
#Paghiamo tutto: il gas, il sangue, la vergogna.
Noi siamo gli Ucraini interiori,orfani dell’umanità.
E il piccolo ciuffettino d’oltreoceano ci dice: “Fatti vostri, Europa.” E cala il silenzio.
Intanto qui, sotto i Quartieri, la guerra è sempre quella:
Religioni, popoli, storia, sangue, da sempre ci raccontano che Dio è dei potenti.
E invece era un ragazzo figlio del legno, inchiodato e tradito.
Noi Persiani, 680 anni dopo Cristo,
leggemmo altri testi. E oggi, sotto minaccia nucleare,
ci troviamo giudicati da chi a Hiroshima e Nagasaki portò il sole nero sulla terra.
Noi pensiamo alla squadra.
Alla formazione.
Alla fascia del capitano.
Ma intanto i rifugi antiatomici sono chiusi,
e l’unico posto sicuro pare restare
sott’e rotte e #Marechiaro, #Caiola o a #Basc#pusillip’.
Purtroppo è fuori tempo tutto.
È #lunedì.
E la settimana comincia na #chiavica.
Il #pallone ci fa sognare,
la #guerra ci fa cacare.
E noi, tra ‘o caffè e ‘o cornetto,
cerchiamo ancora un motivo per restare umani.
#FUORITEMPO – FORSE ANCORA DICASI UMANI!

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