Napoli, 28 maggio 2025 – Via Seminario dei Nobili, 11 – Graus Edizioni
C’è una fila lunga fuori Cappella Sansevero. Il mondo cerca la storia, anche quando non lo sa. E ai margini del mio Decumano Minore, in una Napoli che pulsa sotto i piedi, due uomini si ritrovano. Non è un caso, ma una casualità con radici profonde.
Uno partiva dalla fabbrica, l’altro da una cattedra cartesiana. Uno ha indossato la tuta, l’altro la giacca da professore. Oggi entrambi scrivono. Scrivono di vita. Di genitori, di padri e madri. Di una memoria che non è museo ma motore.
Antonio Razzi e Ciro Scognamiglio: due “diversamente giovani” che oggi s’incontrano sotto lo stesso tetto editoriale – quello di Piero Graus, editore e catalizzatore umano, più che semplice intermediario di parole.
È la Giornata dell’Ego. Ma cos’è davvero l’Ego?
Ce lo hanno spiegato Freud e Jung – Es, Io, Super-Io – e ce lo suggerisce l’antropologia: l’“io” come equilibrio instabile tra istinti, regole, sogni e doveri. Ma oggi quell’Ego si è fatto carne e narrazione in due libri. Una madre di Antonio. Un padre mio. Due sponde diverse dello stesso fiume: quello dell’umano. Due racconti che non vogliono distinguersi per ideologia, ma per autenticità.
La politica – quella che divide – è rimasta fuori dalla porta. Dentro, ci siamo raccontati da uomini. Senza ruoli. Senza proclami. Solo con la dignità di chi sa che la propria storia, se ben raccontata, può diventare specchio e seme per altri.
Chi ci ha generati? Non solo biologicamente, ma eticamente, culturalmente, spiritualmente?
I nostri testi non sono manifesti. Sono tracce. Scie di padri e madri vissuti nel silenzio del dovere quotidiano. Famiglie che non studiavano l’antropologia, ma la incarnavano. Che non teorizzavano la cura, ma la esercitavano.
Tra patriarcati miti e matrilinearità forti, tra madri mediatiche e padri-zio, come suggeriva Malinowski. Famiglie che resistevano all’invisibilità e insegnavano il valore del pane, della parola data, dello stare.
Chi ci guarda oggi – i giovani – ha bisogno di sapere che non siamo arrivati qui da soli. Che dietro ogni parola scritta c’è una carezza ricevuta, o mancata. Un’ingiustizia subita, un riscatto cercato. E allora sì, i nostri libri sono Ego, ma non l’ego narcisista. Sono Ego che si cerca negli altri. Che vuole trasmettere, restituire, generare ancora.
“Due Nessuno”, abbiamo detto. Ma Nessuno è nome nobile, se porta domande vere.
E Graus Edizioni ci ha accolti come uomini, non come titoli. Con accanto un pubblico giovane, assetato non di successo ma di senso. Perché forse è questo il vero centro dell’Ego maturo: sapere che ogni identità si costruisce nella relazione. E ogni autobiografia, se sincera, diventa gesto comunitario.
Ci siamo lasciati con una promessa di ascolto e di continuità. Un’intervista a due voci seguirà. Due fotografie reali – scattate tra vicoli, murales e archi di Napoli – si faranno pittografia. Un ritratto incrociato, tra fabbrica e scuola, mani callose e dita segnate dal gesso.
Perché in fondo, Razzi e Scognamiglio, da oggi, non sono più “due Nessuno”. Sono due uomini che hanno detto: “Io c’ero. Io ci sono. Io racconto. Ma per tutti.”
Professore Ciro Scognamiglio
Direttore del Blog Giornale “Lontani la Traversata”




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