AFFACCIATI AL TENNIS – da una finestra del Decumano Minore
SPORT di CIRO SCOGNAMIGLIO osservatore di passaggio 18maggio2025
Ero alla finestra, al Decumano Minore, e ho sbirciato la partita di tennis dalla finestra. Guardavo di traverso, in casa di Don Gaetano, che più volte m’ha invitato a scendere per vedere insieme, ma io – professore di transito e assestato – sono rimasto lì, a metà tra il dentro e il fuori.
Il tennis è davvero uno sport bello, elegante, veloce.
Ma Don Gaetano, cuore in aritmia e radiolina accesa, aspettava solo una partita: quella dei guaglioni del Napoli, alle 20:45 – e la mia ansia avrebbe fatto patire anche il tennis.
Intanto, la pallina volava a 200 all’ora, e noi – da sportivi del cuore – ci siamo lasciati trasportare dal fascino del gioco. Ma che differenza, però, tra il campo e i palazzi del potere! Una punizione immeritata, quei tre mesi di fermo per Sinner.
Per colpa d’un massaggiatore che, dicono, non s’era lavato bene le mani.
Per colpa di una sostanza infinitesimale trovata nelle sue urine.
E così, al posto della preparazione, si è trovato addosso stress e cali di tensione.
Ma il ragazzo ci ha insegnato qualcosa: ci ha indotto al “Sinnerismo umano”.
E anche oggi, perdendo 7-6 e poi 6-1 contro Alcaraz – ottimo giocatore, potente, ma oggi spegnitore del nostro entusiasmo – Sinner ci ha dimostrato che non c’è sconfitta dove resta la passione.
Ora Parigi lo aspetta. E noi pure.
Ma scusateci se ci siamo affacciati solo un po’.
Siamo vestiti e pronti per altro: Parma-Napoli incombe, e il nostro tifo si è trasferito su un altro campo, quello da 22 guaglioni in mutande con l’uomo nero che corre dietro.
Siamo sportivi, certo, e plaudiamo a tutte le passioni.
Ma se ci vedete sparire dal campo da tennis, è perché noi – guaglioni del Napolismo – viviamo un “soprasballo umano” che non si può spiegare.
Auguri, Jannik.
Hai fatto vedere al mondo che le nostre passioni non si fermano nemmeno davanti a una sentenza becera. Se fossi stato in corda, oggi avresti suonato tu la tarantella ad Alcaraz.
Ma ci sarà tempo. E se perdi a tiriteppola, come si dice da noi, si può pure perdere. ‘O prufessore è campione ‘e strummolo – e cu ‘stu strummolo ‘e legno e sapienza, nun perde maje, a meno che nu scemo ‘o lancia a tiriteppola!
Intanto, noi ci spostiamo a Parma con le dita incrociate e le parole in silenzio – ché scaramanzia è intelligenza in riserva.
Fuoritempo – gli scaramantici guaglioni della pelota.


Mi piace
Commenta
Condividi
Lascia un commento