IL VATICANISTA DEL VICOLO

Dal mio basso al Decumano Minore

Di #CiroScognamiglio02maggio2025

Sono appena al mio basso, al Decumano Minore. Dalla finestra, che dà sulla pizzeria dell’Angelo all’angolo, vedo il Corpo di Napoli che battezza il Decumano Maggiore. Noi, monelli del Minore, ascoltiamo la stessa solfa: #fuffa e #fuffosità. Fanno un Papa, se ne farà un altro. Ma la fame e la miseria restano sempre nostre, del popolo.

Non è certo singolare che i cardinali, elettori e no, riuniti in vista del Conclave, facciano #appello alla preghiera dei fedeli per essere sostenuti “di fronte alla grandezza del compito imminente e alle urgenze dei tempi presenti”. Ma la #preghiera, per chi viene dal basso, ha un’altra voce: quella della strada, dei vicoli, della pasta e patate condivisa. E nei comunicati ufficiali si annida, spesso, il bisogno di coprire ciò che non si vuole dire.

Il collegio #cardinalizio si stringe attorno a parole grandi, mentre il mondo va in pezzi e la chiesa rischia di spaccarsi tra chi ama gli ultimi e chi ama il potere. Le mantelle, anche quelle più umili, sembrano cercare il suffragio imperiale. E intanto, in ogni Conclave della vita, si annidano i #Ponzio#Pilato pronti a lavarsi le mani. Come #Pietro che, per paura, tradì prima che il gallo cantasse tre volte.

È stato un giorno emblematico, questo sesto delle Congregazioni. Il caso #Becciu, l’eccesso di cardinali elettori, le voci sugli equilibri geopolitici della Curia e la geografia della fede che Francesco aveva tentato di allargare alle periferie. Eppure, anche ora, le vecchie categorie tornano: #progressisti, #conservatori, #cardinali con la #valigia.

E tra i murales di fede e diffidenza, il #popolo dei vicoli resta ad ascoltare. Si dice che #Turkson sia tra i favoriti. Qualcuno spera, altri scrollano le spalle: “E che #vulisse? Uno che sape’ da’ a mangià e nun fa’ finta e parla latino!”.

Il #vesuvio vigila, e sulle mura del vicolo qualcuno ha scritto:

• “Che se ne dice d’o Papa nuovo?”

• “Guagliù, sperammo è buono!”

• “E ‘o Vangelo è d’’e poveri, nun d’’e cardinali!”

E alla fine, tra i vicoli e le voci, resta solo questo: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il Regno dei cieli” (Mt 5,3). Non si elegge un Papa per accontentare i principi, ma per asciugare le lacrime degli ultimi.

Nel Decumano minore, dove la terra trema ma il popolo resiste, aspettiamo non un uomo di potere, ma un fratello tra i fratelli.

Perché, come scriveva Isaia: “Non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta” (Is 42,3).

E se proprio deve cantare un gallo, che sia per svegliare la coscienza, non per denunciare un altro tradimento.

#Fuoritempo – che non sia un ulteriore tradimento del popolo!

Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "CORPO NAPOLI PIAZZA SDOVIENICO MAGGIORE GUAGLIONI, CHE SI DICE D'O PAPA A ROMA? SISO' SI SO' VISTE FUMATE, 0 SO' E SOLITE CATTIVE FUMATE? GUAGLIONI, CHE SI DICE D'O PAPA A ROMA? SI SO' VISTE FUMATE, 0 SO' SO'E E SOLITE CATTIVE FUMATE?"

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