1° MAGGIO: È NATO UN LIBRO.
Ci sono giorni che valgono più di altri. E questo 1° maggio, festa del lavoro e della dignità, ha visto nascere non solo un libro, ma una vita che si è fatta parola. Un mio allievo, Alessio Smiglio – uno di quelli che ce l’hanno messa tutta, contro tutto – ha pubblicato il suo primo libro:
5000 metri di bellezza.
E io, che mi sento con lui ragazzo tra i ragazzi, oggi mi ritrovo a ringraziare. Perché essere insegnante – uomo tra di voi – vuol dire anche questo: ricevere gioia e grazia da chi crede ancora che la parola possa incidere il tempo.
Ci ha messo anni. Anni di buio, di lotta, di coraggio. Anni in cui si risale la china con il sudore sul volto e il demone alle calcagna. Ma anche anni in cui la scrittura salva, consola, inventa un altro modo di restare vivi.
Scrive Alessio:
“Cosa hanno in comune un malato di cancro, un ranger che ama le orche e un boliviano senza denti? Oppure un dissidente politico, arrestato durante il regime di Pinochet, un minatore o una attrice francese? Nulla, se non far parte di una unica grande pozza chiamata vita.”
Ecco, in quella pozza ci siamo anche noi. Chi scrive e chi ascolta. Chi combatte e chi cade. Chi ama. Chi resiste.
Quel libro, oggi, è lì. E io non vedo l’ora di stringerlo tra le mani, magari con una dedica dell’autore, e guardarlo negli occhi con quella complicità silenziosa che solo chi ha attraversato la notte può comprendere.
Ti leggo. Ti aspetto. Ti abbraccio.
Shalom.
Ciro Scognamiglio

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2Grazia Vernillo e Barbara Guanci
IL LIBRO
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