VB TUTTE. PUNTO!

Fratello Monellone chiama… Siete tutte le mie sorelle “Calmana”.

Scusatemi. Non avevo tutte le foto, è vero — ma questo non mi giustifica: le dovevo chiedere.

Ho mancato di cura, e la cura è tutto, lo so.

A volte corro dietro al vento, altre mi fermo troppo tardi.

Ma il cuore è vostro, sempre.

E oggi, più che mai, sento il bisogno di dirvelo: grazie di esserci, tutte.

Shalom

Ciao

Ciro Scognamiglio

STORIA – STORIOGRAFIA – LUOGHI E TERRITORI

di Ciro Scognamiglio #22aprile2025

#Gea#Palumbo, una fanciulla della storia e una #passionaria del #Mediterraneo

Ci sono donne che #studiano la storia, e poi ci sono donne che la #riscoprono e la fanno brillare come oro negli anfratti del tempo. Gea Palumbo è una di queste. Una passionaria instancabile, studiosa e cercatrice, presidente per vocazione e spirito civico: dell’Accademia Flegre, del Museo delle Donne del Mediterraneo – Calmana a Procida, e del Museo del Mare e della Memoria di Monfalcone. Ma prima di tutto, Gea è una fanciullina meravigliata davanti alle tracce del passato, che sa chinarsi su ogni sasso, su ogni rovina, su ogni frammento, come una bambina che cerca la via per tornare a casa attraverso la storia.

Procida, Gea ti ringrazia. E anche il monello lontano, Ciro Scognamiglio.

Ricominciamo da noi. Dai nomi antichi, dai miti fondativi, dalle sorgenti di memoria: Procida, Ischia, Cuma, Bacoli, Baia, Miseno, Monte di Procida, Cappella, Quarto, Pozzuoli, il Monte Barbaro. In questo abbraccio ampio come il golfo, Gea semina memoria, raccoglie tracce, ricostruisce voci di donne silenziate o dimenticate, e ne fa Misteri viventi.

Già, il Mistero. Per il terzo anno consecutivo, Calmana ha dato vita a una rappresentazione simbolica che intreccia arte, teologia e memoria delle donne. Dopo la Cananea, che spalancò la fede agli stranieri, e la Donna con le emorragie, che osò toccare il sacro rompendo il tabù del sangue, quest’anno il Mistero ha il volto di Procla, la moglie di Pilato. La prima non ebrea a credere in Gesù, la donna che provò a salvarlo dal giudizio del mondo. La sua voce è arrivata fino a noi grazie a Paola Iotti, autrice del quadro portato in processione da Gea Palumbo, Franca de Cicco, Francesca Barrella, Sandra Mercogliano.

Ma Gea non si ferma qui.

Nel cuore dell’Isola che fu di Arturo e Graziella, Gea ha raccolto quadrilli di famiglia, frammenti preziosi della devozione popolare, e le testimonianze di chi ha conosciuto le ultime lettrici: figure misteriose e solenni, testimoni di una fede trasmessa da madre in figlia come un filo invisibile.

Procida è l’isola dei Misteri, e Gea lo sa. Lo vive. Da secoli, i carri della Passione partono dall’Abbazia di San Michele, carichi di dolore e bellezza, arte e spiritualità popolare. Ma quest’anno, tra quelle figure di cartapesta e legno, ce n’era una viva: Gea Palumbo, con la sua voce appassionata, il suo passo deciso, e il suo cuore acceso.

Lei che ci invita – tutti, anche noi monelli lontani – a ricominciare.

Dai nomi. Dai miti. Dalle fonti.

E soprattutto: dalle donne.

#FUORITEMPO – MITI _ FONTI e #DONNE – Gea Palumbo!

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