Di Ciro Scognamiglio 25marzo2025 ore 00:55
Tensione tra Lega e Forza Italia. E mentre i burattini litigano tra loro, l’Italia reale sprofonda. Ha i salari più bassi dei paesi del G20, ma questo sembra interessare a pochi. La gente stringe la cinghia mentre i potenti stringono accordi e sussurrano al vento promesse che non manterranno mai.
Il Presidente Mattarella richiama i princìpi di un commercio ideale, senza dazi, senza barriere. Lo racconta ai giovani che lo guardano con occhi innamorati e stupiti. Ma guardate bene quelle foto che circolano: c’è incanto o disperazione dietro quegli sguardi? Quale futuro vedono?
E intanto il ricciolone Trump, il re della divisione, lancia bombe, non segnali. Bombe di fumo, che annebbiano le menti come lacrimogeni, impedendo di vedere e capire. In 100 giorni ha gettato l’Europa nel caos, e chi pensa di rispondergli?
L’Italia della Presidente Meloni guarda a Washington, ma Washington non risponde. Non ci chiamano, non ci ricevono. E allora? Siamo fuori dall’Europa? Gridiamo “mamma, babbo, mi sgrida!” e corriamo a rifugiarci sotto le ali d’America? O accettiamo di essere soli?
Dalle 15:00, ora italiana, Trump ci sveglia con il suo buongiorno e fino alle 20 ci bombarda con parole senza senso, con strategie invisibili. Giorgia è Giorgia, la mamma, l’italiana, la cattolica. E quindi? Nulla! E mentre nulla accade, i due fratelli-monelli Salvini e Tajani si tirano calci e sorridono. Sono calci d’amore e odio, ma sempre calci.
E Putin? Ha nuovi droni, di tutti i colori. Gioca alla guerra come un bambino viziato. Dice che prima o poi risponderà. Trump lo guarda e non capisce una parola di russo, ma poco importa. I droni volano, fanno danni, fanno vittime. E mentre la morte danza nel cielo, i due potenti giocano con gli stessi giocattoli.
Giovedì si vedranno i volenterosi. Saranno tutti i 27 dell’Europa? Oppure i francesi, gli olandesi, gli inglesi, quelli che erano in panchina ma ora vogliono giocare? E i tedeschi, cosa diranno? Parleranno dell’Articolo 5(#vediNB.) della NATO? Che dice? Lo ricordi? Raccontalo. Perché qui nessuno lo racconta più.
Un’utopia la pace? Esisterà mai? Il Papa l’ha già detto, lo abbiamo osservato bene: non crede di poter continuare così. Sta forse pensando a un concistoro? Le sue condizioni lo permettono? E se lui si ferma, la Chiesa cambierà binario? Resteremo soli?
E il resto? Il resto è fantasia. La nostra e di chi gioca a fare analisi. Anche i professori pontificano, ma la nebbia non si dirada. Nulla è chiaro.
E allora, la domanda sorge spontanea, gridata dai ragazzi: “Professore, ci sarà ancora l’Europa tra vent’anni?”
Forse, per avere una risposta, bisogna andare a Benevento, dalle Streghe. Ma io non la so. Io, che vado a letto alle 00:45, cerco di dormire due ore. Poi mi preparo: alle 15:00 si sveglia Trump. Gli preparo la colazione e attendo la valanga di cose belle e coglionate che dirà. A lui lo ascoltano. Io parlerò un’altra volta, nella prossima notte, in attesa della susseguente alba.
Sì. Io abbaio all’alba!
Ma…
#Fuoritempo. Forse del mio stesso tempo.
n.b ART.5Le parti convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell’America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza convengono che se un tale attacco si producesse, ciascuna di esse, nell’esercizio del diritto di legittima difesa, individuale o collettiva, riconosciuto dall’ari. 51 dello Statuto delle Nazioni Unite, assisterà la parte o le parti così attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l’azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l’uso della forza armata, per ristabilire e mantenere la sicurezza nella regione dell’Atlantico settentrionale. Ogni attacco armato di questo genere e tutte le misure prese in conseguenza di esso saranno immediatamente portate a conoscenza del Consiglio di Sicurezza. Queste misure termineranno allorché il Consiglio di Sicurezza avrà preso le misure necessarie per ristabilire e mantenere la pace e la sicurezza internazionali.

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