NONNO e NIPOTE – e NIPOTE e NONNO!
L’alba di un nuovo racconto: immagini di vita, colori di speranza !
C’è un mondo che aspetta di essere raccontato in positivo, con le sfumature accese della speranza e le istantanee autentiche della vita. #FOTOGRAFIA#VAGABONDA, immagini erranti che catturano l’essenza dell’esistenza, non per nascondere il buio, ma per attraversarlo e trovare, sempre, uno spiraglio di luce.
Possano le notizie del mattino essere il nostro primo raggio di sole, la TV dell’alba nuova che porta valori positivi, quelli che tutti vogliamo ascoltare. Mai più solo lacrime di disperazione, ma racconti che, partendo dall’ombra del male, trovino nel bene comune il loro punto d’#arrivo. Un minimo sindacale di speranza per vivere, per credere, per costruire.
Perché il mondo non è solo ciò che ci fa paura. È anche ciò che ci fa resistere. E, soprattutto, ciò che ci fa sognare!
Il legame tra un #nonno e un #nipote è un filo invisibile che attraversa il tempo, intrecciando passato e futuro in un’unica trama di affetti e insegnamenti. È la continuità della speranza, trasmessa come un DNA spirituale che si rinnova ad ogni alba, soprattutto quando quella luce è quella della Pasqua, simbolo di rinascita e guarigione.
In questo cammino, si innesta la figura di #Nonno#Francesco, il #Papa, il nonno del mondo, il cui percorso di sofferenza e ripresa diventa segno di speranza per ogni generazione. Così, il #trentanovesimo giorno si illumina di una promessa: il rinnovamento della vita, il passaggio del testimone tra chi ha custodito la memoria e chi la porterà avanti.
L’alba si leva su un nuovo #giorno, illuminando le macerie del precedente. Nonostante tutto, un nonno e suo nipote si incontrano nella valle del tempo, dove il presente si fonde con la memoria e la speranza. #Flavio#Maria, uno degli eredi, non l’ultimo arrivato, ma un simbolo di continuità, di forza per chi è anziano, per il fratello più grande, per il cugino ancora più grande e per l’altro cugino ancora più grande.
Non serve #raccontare alla televisione il #dolore della vita, basterebbe viaggiare nella speranza dei colori. In un mondo altro, fatto di suoni, di risa, di una smorfia tra un nonno e un nipote, si potrebbe cogliere il senso autentico dell’esistenza. Il nonno, con il cuore duro e segnato dagli anni, trova nella piccola presenza di Flavio Maria una dolcezza inattesa. Con suoni #onomatopeici, gioca, ride, mentre il peso dell’amore che divide con il piccolo non cancella mai il pensiero di tutti quei bambini che piangono, soffrono e muoiono ogni giorno.
Eppure, dentro questa immagine di #felicità tra il vecchio e il bambino, tra il bambino e il vecchio, si cela un messaggio universale. Oggi è il nonno, domani potrebbe essere la nonna, un padre, una madre, un qualsiasi essere umano che desidera gioire della vita, stringere nelle proprie mani il seme della speranza. Se tutti #remassimo nella stessa arca, non solo salveremmo gli animali dall’estinzione, ma anche l’uomo #stesso. Se tutti i #bipedi diventassero veramente sapiens, forse un giorno la televisione annuncerebbe solo il positivo, portando gli esseri umani ad azioni autenticamente umanizzanti.
Questo piccolo #saggio si affida all’alba del divenire, in questo giorno di luce, in questo secondo giorno di #quaresima. Una preghiera si alza per l’uomo della #pace, #Papa#Francesco, affinché questi trentanove giorni ci conducano verso una Pasqua di luce e speranza. Che l’amore, nella sua semplicità, continui a trasmettersi da nonno a nipote, da vecchio a bambino, e che questo legame sia il primo passo verso un’umanità più #giusta.
#FUORITEMPO – un’umanità più giusta!


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