Carnevale rito Demenziale – Bakhtin afferma: funzione al ribaltamento sociale?

Di CIRO SCOGNAMIGLIO 02-03-2025

Il Carnevale, più che una festa, è un rito di sovversione temporanea, un mondo alla rovescia dove l’ordine sociale si sospende e il grottesco prende il sopravvento. Michail Bachtin lo descrive come un momento di liberazione collettiva, in cui gerarchie e ruoli si dissolvono nel riso sfrenato. È il tempo dell’eccesso, della maschera che svela più di quanto nasconda, del paradosso che sovverte la norma. Ma cosa rimane dopo il Carnevale? Si torna all’ordine, o qualcosa di quel caos rituale sedimenta nella coscienza collettiva? Attraversare il Mercoledì delle Ceneri significa proprio questo: varcare la soglia tra il delirio e la disciplina, tra il carnevale e la quaresima, tra il riso e la polvere.

Il #carnevalesco è una modalità letteraria che sovverte e libera i presupposti dello stile o dell’atmosfera dominante attraverso l’umorismo e il caos. Ha avuto origine come “carnevale” nei Problemi della poetica di Dostoevskij di Mikhail Bachtin ed è stato ulteriormente sviluppato in Rabelais e il suo mondo. Per Bachtin, il “carnevale” (l’insieme delle feste popolari, dei rituali e delle altre forme carnevalesche) è profondamente radicato nella #psiche#umana sia a livello collettivo che individuale. Pur essendo storicamente complesso e variegato, esso ha elaborato nel tempo “un intero linguaggio di forme simboliche, concretamente sensuali”, che esprimono un unitario “#senso#carnevalesco del mondo, permeante tutte le sue forme”. Questo linguaggio, sostiene #Bachtin, non può essere adeguatamente verbalizzato o tradotto in concetti astratti, ma è suscettibile di trasposizione in un linguaggio artistico che risuoni con le sue qualità essenziali: può, in altre parole, essere “trasposto nel linguaggio della letteratura”. Bachtin chiama questa trasposizione la #carnevalizzazione della #letteratura. Sebbene consideri una serie di forme letterarie e singoli scrittori, sono François Rabelais, l’autore rinascimentale francese di Gargantua e Pantagruel, e l’autore russo del XIX secolo Fëdor Dostoevskij, che considera i principali esempi di carnevalizzazione in letteratura.

Il senso del mondo carnevalesco

Carnevale: Storiografia e Significato tra Follia e Memoria Effimera

Il Carnevale è un paradosso storico: una celebrazione che oscilla tra la dissoluzione dell’ordine e il mantenimento della tradizione, un rito collettivo che esiste proprio per negare se stesso. La sua origine si perde nei tempi arcaici, nelle dionisiache greche e nei saturnali romani, quando il mondo si capovolgeva e il servo poteva farsi padrone, il re diventare buffone.

Con il Medioevo, il Carnevale diventa la valvola di sfogo di una società compressa, un momento in cui la follia era concessa affinché l’ordine potesse poi ristabilirsi con più forza. Rabelais ne esalta il valore grottesco, Bakhtin ne individua la funzione di ribaltamento del potere. Ma il Carnevale è anche oblio: si cancella ogni anno per ricominciare, memoria fluttuante senza radici, una smemoratezza ritualizzata che permette di sopportare la rigidità del resto dell’anno.

Oggi, il Carnevale sopravvive come reliquia di un’epoca in cui il caos era regolato, mentre la nostra epoca ha fatto del disordine una condizione permanente. La sua demenzialità non è più sovversiva, ma estetizzata: maschere non per nascondere, ma per conformarsi, e il carnevale della società digitale sembra funzionare senza bisogno di un calendario. Il disordine mentale non è più concesso in un tempo limitato, ma si è dilatato fino a diventare struttura.

Eppure, resta il bisogno di una parentesi folle, di un mondo a rovescio che, proprio nel suo scompiglio, ricorda all’uomo che la stabilità è solo un’illusione. Il Carnevale è il disordine che si finge festa, e la festa che si finge libertà.

FUORITEMPO – Eppure, resta il bisogno di una parentesi folle!

n.b.VI INVITIAMO A Yoga Demenziale? Lo spiega Jacopo Fo, l’inventore di questa “disciplina” a Napoli il 15 e 16 Marzo – chiedete e vi sarà spiegato ! Per il momento chiudiamo il carnevale e con le ceneri apriamo la riflessione!

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